Come fotografare un concerto con la propria fotocamera, senza attrezzatura professionale ?

Avete già vissuto quel momento. La sala è immersa nell’oscurità, risuonano le prime note e le luci si accendono sul palco. Istintivamente, prendete la vostra fotocamera. Poi subentra il dubbio. Ho il diritto di portarla con me? Le mie foto risulteranno sfocate, troppo scure, inutilizzabili?
Sono domande che molti si pongono, soprattutto prima di un concerto. Ma sappiate, ed è una buona notizia, che non è necessario possedere una reflex professionale con un obiettivo da 1.500 euro per tornare a casa con delle belle immagini. Bisogna soprattutto sapere cosa fare e con cosa farlo.
Questa guida è pensata per accompagnarvi passo dopo passo, dalle regole di accesso alla sala alla scelta della vostra fotocamera, passando per le impostazioni che fanno davvero la differenza sul campo.
È possibile entrare a un concerto con una fotocamera?
Molti spettatori si sono già trovati al cancello d’ingresso con la propria fotocamera, senza sapere se gliela avrebbero confiscata o se li avrebbero lasciati passare. La realtà è in realtà molto più sfumata di un semplice sì o no. Tutto dipende dal luogo, dall’artista e soprattutto dal tipo di fotocamera che avete tra le mani.
Cosa dicono (davvero) le regole delle sale e dei festival
In realtà, ogni organizzatore stabilisce le proprie regole e queste variano enormemente da un evento all’altro. Una sala da 300 persone in centro città non applica le stesse disposizioni di un festival da 50.000 spettatori o di una grande tournée internazionale.
Ciò che ricorre più spesso nelle condizioni generali di ingresso è il divieto delle cosiddette «macchine fotografiche professionali». Concretamente, ciò riguarda le reflex e le fotocamere ibride dotate di obiettivi intercambiabili. In particolare quando l’obiettivo supera una certa lunghezza, spesso fissata tra i 3 e i 5 cm. Alcuni festival precisano addirittura che una fotocamera con obiettivo staccabile viene automaticamente rifiutata, indipendentemente dalle sue dimensioni.
Al contrario, le fotocamere compatte, quelle usa e getta e le fotocamere analogiche di formato ridotto vengono ammesse nella stragrande maggioranza dei casi senza alcun problema. Sono discrete, poco ingombranti e non vengono associate a un uso giornalistico o commerciale. Attenzione tuttavia alle fotocamere bridge, che hanno l’aspetto di una fotocamera professionale e specifiche tecniche piuttosto avanzate. Le sconsigliamo di tentare la sorte con questo tipo di fotocamera.
Esiste inoltre una regola non scritta che i fotografi di concerti conoscono bene. Anche quando le fotocamere sono tecnicamente autorizzate, alcuni artisti o i loro team possono vietare qualsiasi scatto durante determinati brani, o addirittura per l’intera durata dello spettacolo. Questa informazione viene talvolta comunicata all’ingresso, talvolta annunciata dal palco.
Il consiglio più semplice rimane quello di consultare le condizioni di accesso direttamente sul sito della sala o del festival prima di partire. Pochi minuti di lettura possono evitarvi una brutta sorpresa all’ingresso.
Che tipo di macchina fotografica potete portare a un concerto?
Una volta compresa la logica dei regolamenti, la questione diventa più pratica. Quali macchine fotografiche superano effettivamente i controlli di sicurezza e quali rischiano di essere rifiutate?
Le macchine fotografiche usa e getta e quelle compatte a pellicola sono chiaramente le vostre migliori alleate in questo contesto di concerto. Stanno in una tasca, non destano sospetti negli addetti alla sicurezza e nessuno vi guarderà storto quando le tirerete fuori. La Kodak Professional Tri-X 400 è un ottimo esempio di macchina fotografica che potete utilizzare durante un concerto. Caricata con una pellicola ISO 400, gestisce bene le atmosfere buie e produce quella grana caratteristica che si adatta perfettamente all’estetica di un concerto. La sua resa in bianco e nero creerà un’atmosfera iconica di quel momento musicale.

Anche le fotocamere digitali compatte entrano senza difficoltà nella quasi totalità delle sale. Il loro obiettivo è fisso e integrato nel corpo macchina, il che le distingue chiaramente dalle fotocamere professionali agli occhi del personale di sicurezza.
Come indicato in precedenza, ciò che pone davvero problema sono le fotocamere ibride e le reflex con obiettivi intercambiabili. Soprattutto se vi presentate con diversi obiettivi in una borsa. Anche un corpo macchina entry-level può essere rifiutato in questo caso, non per le sue prestazioni tecniche, ma per il suo aspetto «professionale».
La regola pratica da ricordare è piuttosto semplice. Se la vostra fotocamera assomiglia a quella di un fotografo di stampa, aspettatevi domande e potenzialmente un rifiuto. Se può essere scambiata per la fotocamera di un semplice spettatore venuto a godersi il concerto, non dovreste avere alcun problema.
Come scattare belle foto a un concerto senza attrezzatura professionale?
Una volta che avete la fotocamera giusta in tasca, siete già a buon punto. Ma ciò che farà davvero la differenza tra una foto sfocata e un’immagine che viene voglia di incorniciare è ciò che ne fate. Un concerto è uno degli ambienti più difficili da fotografare in assoluto. La luce cambia ogni secondo, i soggetti si muovono rapidamente e non c’è margine di errore. Ecco cosa è davvero necessario sapere prima di premere il pulsante di scatto.
Padroneggiare le impostazioni di fronte alla luce del palco
La luce del palco è il vostro principale avversario. A volte è intensa, altre quasi inesistente, e cambia colore, direzione e intensità senza preavviso. Per cavarsela, è necessario comprendere alcuni concetti di base, anche se la vostra fotocamera è ben lontana dall’essere un modello di fascia alta.
La sensibilità ISO è la prima impostazione che dovete conoscere. È proprio questa che determina la capacità del vostro sensore di catturare la luce in condizioni difficili. Durante i concerti, spesso si sale tra 800 e 3200 ISO a seconda delle fotocamere. Più si aumenta il valore, più la vostra foto risulterà luminosa al buio, ma più presenterà granulosità digitale. Questa granulosità non è necessariamente un difetto. In alcune immagini, essa rafforza l’atmosfera e conferisce un aspetto grezzo che ben si addice alle foto dal vivo.
La velocità dell’otturatore è altrettanto importante. Per immortalare il movimento di un cantante o di un chitarrista, occorre puntare ad almeno 1/125 di secondo, idealmente 1/250. Con valori inferiori, si rischia la sfocatura dovuta al movimento, soprattutto se il musicista è in pieno movimento. Se la vostra fotocamera vi permette di scegliere tra diverse modalità, prediligete la modalità “priorità alla velocità” o la modalità “sport”, se disponibile.
Anche l’apertura del diaframma svolge un ruolo importante. Più è ampia, ovvero più il valore f/ è basso, più luce lascia entrare. Un obiettivo o una fotocamera compatta con apertura a f/2,8 sarà molto più efficace in condizioni di scarsa illuminazione rispetto a una fotocamera limitata a f/5,6.
Se la vostra fotocamera non consente di regolare manualmente l’apertura, la velocità e l’ISO, non preoccupatevi. Molte fotocamere compatte moderne offrono una modalità scena o una modalità per scarsa illuminazione che ottimizza automaticamente questi parametri. L’essenziale è disattivare il flash integrato, che a quella distanza non illumina nulla e disturba tutti coloro che vi circondano.
I giusti riflessi per l’inquadratura e il tempismo durante i concerti dal vivo
Sappiate che la tecnica non è tutto. Durante un concerto, gran parte del risultato dipende dal vostro senso di osservazione e dalla vostra capacità di anticipare ciò che accadrà sul palco.
Il primo riflesso che dovete adottare è quello di osservare prima di scattare. Dedicate due o tre minuti all’inizio del concerto a osservare come si muovono le luci, quali sono i momenti in cui il palco è ben illuminato e quali musicisti sono più attivi. Ci sono schemi che si ripetono spesso. Questo tempo di osservazione vi consentirà di scattare al momento giusto, anziché scattare a raffica nel vuoto.
Il tempismo è assolutamente decisivo. Le migliori foto di concerto vengono spesso scattate nei secondi che seguono un’esplosione di luce, quando l’artista alza le braccia, salta o si protende verso il pubblico. Come avrete capito, questi istanti durano una frazione di secondo. Dovete assolutamente anticiparli piuttosto che subirli.
Per quanto riguarda l’inquadratura, evitate di voler sempre includere tutto nell’inquadratura. Un primo piano di un volto con gli occhi chiusi nella penombra è spesso preferibile a un’intera scena mal esposta. Avvicinatevi il più possibile, oppure utilizzate lo zoom ottico della vostra fotocamera, se ne disponete. Lo zoom digitale, invece, è da evitare poiché compromette la qualità dell’immagine.
Non esitate inoltre a variare le angolazioni. Una foto scattata sollevando leggermente la fotocamera sopra la testa offrirà un punto di vista originale sulla scena. Ad esempio, una foto scattata di profilo, con il pubblico sfocato in primo piano e l’artista a fuoco sullo sfondo. Ciò trasmetterà un’immagine molto suggestiva dell’atmosfera del luogo.
Infine, se la vostra fotocamera dispone di una modalità raffica, anche lenta, utilizzatela nei momenti chiave del concerto. Scattare tre foto in un secondo moltiplica le vostre possibilità di cogliere l’espressione giusta o il gesto perfetto.
Quale fotocamera scegliere in base al vostro utilizzo durante i concerti?
Prima di parlare di modelli specifici, è necessario porsi la domanda giusta. Cosa vi aspettate davvero dalle vostre foto di concerto?
Se desiderate innanzitutto conservare una fedele testimonianza dell’atmosfera, con colori e nitidezza adeguati, una fotocamera compatta digitale dotata di un buon sensore sarà più che sufficiente. La Kodak C1 dispone di un sensore da 13 megapixel e di uno schermo orientabile, che vi permette di inquadrare senza dover avvicinare l’occhio al mirino in mezzo alla folla. È comunque piuttosto pratico quando avete delle persone davanti a voi. E se temete di danneggiare la vostra fotocamera durante un concerto, potete optare per la Kodak PixPro WPZ2, che è molto robusta, impermeabile, compatta e registra video e scatta foto di ottima qualità. Dispone inoltre di modalità scena preimpostate per non dovervi preoccupare troppo delle impostazioni. Può essere perfetta per concerti movimentati o festival.
Se siete particolarmente attenti all’estetica dell’immagine e il risultato conta tanto quanto il ricordo, la fotografia analogica può essere interessante, anche se è più difficile da gestire. Una pellicola di formato mezzo come la Kodak EKTAR H35N vi permette di ottenere due scatti per ogni fotogramma di pellicola standard, il che raddoppia il numero di foto disponibili su un unico rullino. Ai concerti, dove le occasioni non mancano, è un vero vantaggio per liberare la vostra anima d’artista. La resa della pellicola conferirà quella morbida grana e quel calore nei toni che il digitale fatica a riprodurre.
Se la vostra priorità è la praticità assoluta, senza dovervi preoccupare delle impostazioni, una fotocamera usa e getta fa sempre bene il suo lavoro. Nessun menu da navigare, nessuna batteria da controllare, nessun rischio di danneggiarla tra la folla.
In ogni caso, la migliore fotocamera per un concerto rimane quella che avete con voi. Quella che sapete usare e che vi permette di vivere appieno il momento senza passare la serata con il naso infilato nelle impostazioni.

Fotografare un concerto senza attrezzatura professionale è assolutamente possibile
Molte persone rinunciano a tirare fuori la fotocamera durante un concerto per paura di sbagliare. Paura di essere respinte all’ingresso, paura che le foto vengano male, paura di non avere l’attrezzatura giusta. Eppure, le migliori foto dal vivo non sono sempre quelle scattate con l’attrezzatura più costosa.
Ciò che conta davvero è conoscere le regole della sala prima di entrarvi, comprendere le basi dell’esposizione alla luce artificiale e scegliere una fotocamera adatta al proprio modo di vivere un concerto. Una compatta digitale discreta, una fotocamera analogica dalla grana generosa o una usa e getta infilata in tasca sono più che sufficienti per portare a casa ricordi intensi e autentici.
Quindi, la prossima volta che esiterete a portare con voi la vostra fotocamera, portatela. Il peggio che possa accadere è tornare a casa con delle foto imperfette. E spesso sono proprio quelle ad avere più carattere.


